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Lavoro per vivere o sopravvivere?

L’importanza dell’appagamento nel proprio lavoro

L’appagamento che deriva dal praticare la propria professione è un aspetto che non è sempre storicamente tenuto in considerazione. Mi capita tutt’oggi di avere conversazioni con persone ancora probabilmente indottrinate dalla mentalità dei genitori, alla vana ricerca dell’agognato obiettivo del “posto fisso”.

Ma vale veramente la pena intraprendere un percorso di questo genere se si rischia di ricoprire un ruolo per il quale, di fatto, non si avrebbe alcuna garanzia, a differenza di un tempo, non si prova una vera e propria vocazione o per il quale non c’è un reale interesse e passione?

Insieme a questa domanda bisognerebbe chiedersi: lavoro per vivere o per sopravvivere?

Il lavoro potrebbe essere percepito come l’unica fonte di sostentamento principale per miliardi di persone. 
Non si tratta di una visione sbagliata, ma è sicuramente una visione riduttiva di ciò che, invece, il lavoro può rappresentare realmente. Il lavoro non è solo una possibilità di riscatto dei propri sacrifici e dei propri sforzi, ma un’opportunità di appagamento e gratificazione oltre che di esprimere la propria unicità, guadagnando dignitosamente ed esercitando la propria passione.

Il lavoro per sopravvivere

Entriamo per un momento nell’ottica di chi lavora per circa 8 ore al giorno, pari ad un terzo della nostra vita, escludendo tutto ciò che c’è a contorno: viaggio per e da lavoro, organizzazione interna della propria famiglia nel caso in cui, ad esempio, si abbiano dei figli ancora in età più o meno tenera, e qualunque altra necessità personale si possa avere. 

In casi simili, la paura di non garantire alla propria famiglia la sopravvivenza rischia di prendere il sopravvento e portare all’aspirazione di potersi trovare nella situazione di accettare un lavoro in sé inappagante.

Se teniamo, inoltre, conto che lo stato d’animo del lavoro inevitabilmente lo portiamo anche nella vita privata, potremmo osare nel dire che insoddisfazione e malessere influenzano la nostra vita ben oltre il 50% del nostro tempo.

Si alimentano così la frustrazione e l’insoddisfazione che derivano dallo svolgere quotidianamente un lavoro o ricoprire un ruolo che non si sente proprio e che, per di più, consente a malapena di “arrivare a fine mese” e ci fa sentire la costante mancanza di tempo, soddisfazioni e denaro. 

Questa è la definizione che darei al lavorare per sopravvivere.

Lavorare per sopravvivere vede come ultimo fine quello di guadagnare, oltretutto poco, a qualunque condizione: un valore economico ben più basso del costo del proprio tempo, della propria serenità, delle proprie ambizioni. Mi spingo a dire che è un’alienazione completa della propria persona e del proprio essere, a favore della sopravvivenza.

A pensarci, ha senso trascorrere, durante l’età lavorativa, mediamente un terzo della propria vita lontano dalle persone care, dalla propria abitazione, da ciò che ci piace fare, in cambio di una paga insoddisfacente e inappagante
Quanto vale, a pensarci, la propria vita e di conseguenza il proprio tempo

Il lavoro per vivere

Esperienza diametralmente diversa è quella di chi lavora per vivere. Il lavoro, in questo caso, non viene visto solo come un mezzo di sopravvivenza, per non arrancare a fine mese quando si accumulano bollette e pagamenti.

Il lavoro costituisce soprattutto un’opportunità per realizzare i propri obiettivi e per realizzarsi, da un punto di vista professionale, con la giusta valorizzazione del proprio tempo. Si potranno così offrire ad altri la propria professionalità ed i propri servizi, che vengono esercitati non più con un senso del dovere, ma con evidente passione.

Il lavoro in grado di appagare dovrebbe essere quello che rispecchia le proprie passioni, valorizza le proprie capacità, eleva la propria dignità personale, non quello che appare come una costrizione, una trappola che si prende tutto il tuo tempo a disposizione senza mai farti sentire realmente soddisfatto in ciò che fai.

Ci sono passato anche io. Nonostante avessi un compenso superiore ad un buon stipendio medio, ho sentito la necessità di dare una completa svolta alla mia vita, abbandonando il ruolo dirigenziale per il quale non sentivo più una vocazione autentica.

Ho cercato a lungo qualcosa che potesse appagarmi, che mi desse la possibilità di occupare il mio tempo dignitosamente e guadagnare abbastanza bene da vivere e non più sopravvivere e soprattutto di poterlo fare a lungo con piacere e passione permettendomi di condividere questi valori con altre persone.
Qui è venuta in mio ausilio l’ipnosi regressiva alle vite precedenti, una pratica facente parte delle professioni olistiche. Se sei interessato a questo universo o vorresti avere una visione più globale, puoi leggere di più riguardo le professioni olistiche qui.

La soddisfazione nel successo professionale

Ciò che rende le professioni olistiche un esempio perfetto della soddisfazione nel lavoro professionale è il fatto che affondano le loro radici nella facilitazione del benessere, sia proprio, sia delle persone che si stanno assistendo, e mira a farlo emergere con pratiche disparate che danno risultati immediati o nel breve termine.

Ho avuto personalmente modo di testarne i benefici, provandolo su me stesso e sugli altri, essendo oggi un ipnotista che forma altri ipnotisti. Infatti, ho ideato un corso per quelle persone che sono appassionate all’argomento e vorrebbero imparare di più, per offrire loro un supporto costante e masterclass mensili che consentono di approfondire le proprie conoscenze e aggiornarsi continuamente.

Ciò col fine che sempre più persone possano trovare appagamento dal proprio lavoro, aiutando con passione altre persone a migliorare la loro vita, liberandosi da blocchi e disagi del profondo passato. 

Sotto questo punto di vista, la IpnoSiamo Academy offre la possibilità di poter esplorare entrambi i lati della medaglia: avvicinarsi a una professione incentrata sul benessere e sulla consapevolezza, conseguendo l’adeguata preparazione, e vedere una concreta valorizzazione delle proprie capacità e del proprio tempo.

La soddisfazione personale, economica ed emotiva costituisce il primo gradino fondamentale verso il successo professionale appagante ed etico, senza dover rinunciare a trascorrere del tempo con la propria famiglia e senza rinunciare al tempo da dedicare a se stessi o ciò che amiamo fare con passione.

Il falso mito del “Più insegui un obiettivo, più sei soddisfatto”

Mi è capitato più volte di sentire, soprattutto da individui con la mentalità tipica del self-made man, che conseguire un obiettivo che hai follemente inseguito porta alla soddisfazione e appagamento finale che tutti cerchiamo quando si tratta di obiettivi professionali.

Posso assolutamente confermare che non è così. Non sarà certamente la laurea in Medicina, Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Psicologia o qualunque altro ambito a rappresentare l’unica opportunità per te di svolgere una professione appagante.

Al contrario, si verifica spesso il caso opposto: anni di formazione e di studio interrotti o che vengono messi da parte perché si decide di intraprendere una carriera differente, magari più nelle proprie corde e più vicina ai propri interessi.

Le professioni olistiche, in questo senso, oggi possono essere in grado di fornire una preparazione impeccabile per aiutare le persone a risolvere, in poco tempo e con una nuova visione, problemi irrisolti con altre pratiche e attività.  

Nuove prospettive lavorative

A questo punto è evidente che inseguire l’obiettivo di un lavoro inappagante, sia dal punto di vista economico che emotivo, potrebbe non essere la soluzione giusta per te. Se hai qualche dubbio in merito alla tua collocazione nel mondo del lavoro, perché insoddisfatto o poco realizzato, forse è il caso di leggere questo articolo.

Magari hai bisogno di conoscere altre strade, altre opportunità che ti diano le stesse possibilità a un costo emotivo e mentale più basso.

Magari tu, come tutti gli altri, hai bisogno di lavorare per vivere e non per sopravvivere.
Credo che, se stai leggendo questo articolo, non è un caso: è un’opportunità che la vita ti sta mettendo davanti per cambiare la tua visione e forse anche la tua professione. Se sei pronto a rispondere alla chiamata che la vita ti sta facendo, prova anche tu a conoscere e magari  entrare nel mondo dell’ipnosi regressiva alle vite precedenti. Scopri subito di più!

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Mauro Russo

Mauro Russo

Ipnotista

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