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Psicologo o ipnotista?

Stessa persona o figure diverse?

Se sei affascinato dal mondo del benessere e/o della crescita personale, ti sarà capitato di imbatterti nella confusione che spesso regna tra la figura dell’ipnotista e dello psicologo.

Erroneamente, le due figure vengono da taluni considerate come coincidenti non solo in un’unica persona ma anche in un’univoca formazione. Bisogna evidenziare una similarità che le accomuna così come un’importante differenza.

Lo psicologo, salvo che non sia psicoterapeuta, può fornire sostegno, consulenza e diagnosi, ma non può somministrare terapie.

Parimenti l’ipnotista può applicare la tecnica dell’ipnosi nelle sue molteplici pratiche, a seconda della sua professionalità, che nella maggior parte non hanno finalità cliniche/terapeutiche, ivi compresa l’ipnosi regressiva alle vite precedenti.

Nel primo caso la persona, con il proprio esprimersi in maniera razionale, permette allo psicologo di comprendere lo stato della persona e/o formulare una diagnosi. Nel secondo, è invece l’ipnotista con il proprio dialogo a guidare la persona ad avere delle nuove consapevolezze.

Entriamo maggiormente nel dettaglio.

Chi è lo psicologo?

Lo psicologo si occupa di consulenza per una persona o un gruppo di persone, generalmente per migliorare la condizione. Stimolando la persona al dialogo,ne analizza emozioni e processi cognitivi, attraverso un percorso di ripetuti e frequenti incontri.

Lo psicologo è una figura professionale, legalmente nata e disciplinata negli anni ‘80, di alto valore sociale, che può operare specializzandosi in vari ambiti.

Tuttavia, ancora oggi spesso, in alcune realtà sociali, è ritenuta una figura a cui rivolgersi con riservatezza per il timore di essere socialmente giudicati come una persona con problemi psichici, piuttosto che una persona che ha bisogno di aiuto.

È ampiamente diffusa e facilmente reperibile, dal momento che l’Albo professionale a cui si iscrivono gli psicologi ne conta oggi circa 120.000. Per avere un termine di raffronto con altre “categorie protette”: sono tanti quanti sono i commercialisti e pari a circa il 50% del totale degli avvocati.

Lo psicologo, affinché venga definito come tale, deve svolgere un percorso accademico ben preciso e regolamentato.
Solo al termine di esso, sarà possibile praticare la professione di psicologo, che ben si differenzia dallo psicoterapeuta e/o psicanalista, nel settore pubblico e privato mirando alla promozione della salute, della diagnosi e della valutazione di profili individuali e collettivi.

Chi è l’ipnotista?

Tengo a specificare che, date le svariate casistiche di applicazione della tecnica dell’ipnosi, pur essendo la numerica degli operatori in tale campo molto più bassa rispetto a quanto sopra indicato, limito questa trattazione unicamente alle figure di chi, come me, applica  l’ipnosi come professionista olistico che pratica l’ipnosi regressiva alle vite precedenti.

L’ipnotista, di per sé, ha il compito di guidare tramite la propria voce a uno stato di trance ipnotica che consente di accedere, pur essendo coscienti, ad uno stato di concentrazione monoidea in assenza di giudizio della persona.

L’espansione di coscienza derivante da tale stato può, nel caso di una regressione guidata alle vite precedenti, far affiorare ricordi, blocchi, disagi di antica, ignota e profonda origine karmica. Questo può permettere che, a seguito dell’emergere di tali percezioni, le nuove consapevolezze sciolgano spontaneamente il disagio o il blocco limitante.

Sostanzialmente l’ipnotista, in questo caso, guida l’individuo alla scoperta delle sue vite precedenti o di messaggi metaforici. L’ipnotista dà la possibilità di acquisire consapevolezza sulla propria identità e trarne benessere psicofisico.

La professionalità dell’ipnotista

Basta consultare il sito Ipnosiamo.it alla sezione testimonianze per scegliere quali leggere o ascoltare tra le tante persone che, dopo aver fatto spesso anche solo una seduta di ipnosi regressiva alle vite precedenti, affermano con stupore di aver risolto quasi miracolosamente loro disagi o di aver superato le sensazioni di disagio, frustrazione, o altro che per lungo tempo le hanno accompagnate.

L’ipnotista specializzato in questo ambito, pur non essendo tenuto all’iscrizione ad alcun albo ufficiale non rientrando tra le categorie professionali protette, è un professionista olistico a tutti gli effetti. L’ipnotista esercita, legalmente autorizzato, una libera professione, che attraverso la formazione e tanta pratica può guidare le persone a vivere in prima persona un’esperienza unica, irripetibile, indimenticabile e incomprensibile se non dopo averla vissuta.

Data la ridotta numerica di professionisti specializzati che operano quotidianamente e prevalentemente in tale campo, rispetto alla sempre più alta richiesta e proprio per la rapidità dei risultati, il mio sogno è quello di formare quante più persone possibili in questo ambito, tramite corsi di formazione da me personalmente erogati.

Questi corsi sono caratterizzati dalla rapidità di apprendimento, alto e variegato valore dei contenuti, continuo aggiornamento, disciplina, etica, confronto e dialogo reciproco, condivisione delle comuni esperienze e supporto costante e a vita.

Cosa scegliere: psicologo o ipnotista ?

Come sopra esposto, lo psicologo e l’ipnotista sono due professioni differenti che possono avere l’elemento in comune di sortire gli stessi risultati: migliorare la vita della persona   ma con diversi tempi, diverse pratiche e competenze.

Sempre più frequentemente accade, però, che alcuni psicologi possano sentire il desiderio di apprendere come applicare al meglio tale tecnica. Sono coloro che diventano consapevoli, pur non rientrando nel loro piano di studi tradizionale, delle potenzialità e dell’efficacia che può offrire alle persone.

Per far ciò, se le sedute di ipnosi regressiva alle vite precedenti non hanno fatto parte fino a quel momento del loro background e operato quotidiano, è opportuno che si iscrivano a dei corsi. Pur non prevedendo un albo ufficiale specifico, come indicato nell’articolo “Professione olistica”, permettono di conseguire un’adeguata preparazione a gestire al meglio tale tecnica.

Tra le diverse abilità da apprendere da parte di chi decide di fare tale passo, da ciò che ho potuto verificare da alcuni psicologi/psicoterapeuti conosciuti nel tempo e/o oggi facenti parte del team IpnoSiamo Academy dopo un’adeguata formazione da me personalmente trasmessagli, vi è il superare le resistenze derivanti dal diverso approccio professionista-utente.
Dall’altra parte, ci si può imbattere nella constatazione che altrettanti psicologi, così come psicoterapeuti, medici ed operatori nel campo sanitario possano considerare tali pratiche   non attendibili. Questo accade perché fino ad oggi non sono state verificate e approvate dalla scienza. Di fatto, come tutti sappiamo, anche la scienza procede a gradini, sperimentando e convalidando dei risultati col tempo e la numerica.

L’appagamento nell’esperienza dell’ipnotista

Posso affermare con certezza che, al di là dei benefici offerti all’individuo con il quale si praticano le sedute, la pratica dell’’ipnosi regressiva alle vite precedenti, pur essendo una pratica fino ad oggi poco diffusa, consente di conoscere meglio se stessi e di gioire dei miglioramenti delle persone assieme ad esse, creando un forte legame empatico.

Inoltre, consente al professionista di superare la frustrazione che potrebbe provenire dal non ricevere una corretta valorizzazione del proprio tempo dal punto di vista remunerativo. A ciò si aggiunge l’affermarsi in un campo sempre più emergente e con ridotta numerica di operatori.

Il mondo del lavoro oggi è denso di professionisti che hanno dedicato anni e anni di studio e pratica nello sviluppo delle proprie competenze per poter ricoprire un certo ruolo. Così è successo anche a me nella mia precedente attività prima di conoscere l’ipnosi e di dedicarmi ad essa. Ciò nonostante, il valore riconosciuto per la propria professionalità  è ben più basso rispetto a chi magari ha studiato per minor tempo, ma acquisisce una maggiore esperienza pratica.

Avere una completa e adeguata formazione da ipnotista per praticare l’ipnosi regressiva alle vite precedenti vuol dire anche questo: ottenere una formazione che, in breve tempo rispetto alle più che quinquennali esperienze accademiche, consenta di esercitare una professione di tutto rispetto che risulti appagante, utile e di alto valore per tutte le parti coinvolte.
Tornando a quanto sopra detto, numericamente ci troviamo a raffrontare ben oltre  centomila psicologi con una ridottissima numerica di ipnotisti. Questi ultimi praticano l’ipnosi regressiva alle vite precedenti nella quotidianità. Che sia in una o più sedute, l’ipnosi viene praticata in maniera legalizzata, professionale ed etica. Tali dati, pur non essendo raccolti in un unico albo, sono facilmente riscontrabili facendo una ricerca online.

Ipnosi regressiva alle vite precedenti: una possibile opportunità

Se l’ipnosi regressiva alle vite precedenti inizia a sembrarti una buona soluzione, soprattutto se provi insoddisfazione in ciò che ottieni o di cui ti occupi quotidianamente, non posso che consigliarti di metterti in gioco. Potresti scoprire un lato di te non conosciuto o ignorato a lungo e potresti scoprire una professione alternativa o integrativa che ti consenta di lavorare con l’appagamento economico ed emotivo che desideri ricevere.

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Mauro Russo

Mauro Russo

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